L’obiettivo del Meteogruppo è di fornire, per quanto possibile, informazioni aggiornate, precise e motivate sul meteo e sua evoluzione lungo la costa Toscana con particolare riferimento alla provincia di Livorno e alla Maremma
Aggiornamento di Lunedì 20 aprile Ore 10.30
Prima di esaminare l’evento temporalesco della scorsa notte vorrei molto, molto brevemente e soprattutto in modo molto , molto semplificato ricordare a tutti come nasce un temporale.
La formazione delle nubi avviene quando il vapore acqueo presente nell’atmosfera condensa in microscopiche goccioline. È utile ricordare che il vapore acqueo, in quanto tale, è invisibile: ciò che osserviamo nelle nubi è il prodotto della sua condensazione. Affinché questo processo avvenga, la combinazione tra temperatura e umidità deve raggiungere il cosiddetto punto di rugiada, ovvero la condizione in cui l’aria non è più in grado di trattenere tutto il vapore acqueo in essa contenuto.
Il punto di rugiada viene raggiunto principalmente quando una massa d’aria è costretta a salire. Durante l’ascesa, l’aria si espande e si raffredda; a un certo livello, la diminuzione della temperatura rende impossibile mantenere tutto il vapore in forma gassosa, che quindi condensa dando origine alle prime goccioline di nube.
È intuitivo comprendere che più l’aria è calda, maggiore è la sua tendenza a salire rapidamente. Allo stesso modo, se durante la risalita incontra strati d’aria ancora più freddi, la spinta verso l’alto aumenta ulteriormente.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dal contenuto di vapore acqueo, cioè dall’umidità dell’aria. Maggiore è la quantità di vapore acqueo, più rapidamente l’aria raggiungerà il punto di rugiada e, di conseguenza, la nube inizierà a formarsi a quote più basse. Tuttavia, come già detto, se l’aria calda in ascesa incontra aria più fredda in quota, continuerà a salire finché le condizioni atmosferiche lo consentono, spesso fino ai limiti superiori della troposfera.
Quando al suolo sono presenti temperature elevate e alti valori di umidità, e in quota sopraggiungono refoli d’aria fredda, l’innesco della convezione può portare alla formazione di nubi torreggianti, i cumulonembi.
Da queste strutture possono originarsi precipitazioni intense — pioggia o grandine — la cui forza e abbondanza aumentano proporzionalmente al contenuto di calore e umidità presente negli strati bassi dell’atmosfera.
Spero che quanto esposto finora contribuisca a chiarire perché avere 18–19 °C con un’umidità del 70–75% alle sette o alle otto di sera, a metà aprile, rappresenti una condizione profondamente diversa rispetto ad avere 14–15 °C. Ricordo inoltre che la temperatura massima media trentennale (1991–2021) per il mese di aprile a Livorno è pari a 16,9 °C: un valore che evidenzia in modo oggettivo quanto le attuali condizioni si discostino dal clima di riferimento.
Siamo soltanto all’inizio della stagione meteorologicamente più instabile e, nonostante le oltre quaranta amministrazioni comunali da noi contattate per proporre — tramite l’associazione Meteogruppo APS — una collaborazione gratuita finalizzata a informare i cittadini su questi temi, abbiamo ricevuto soltanto due richieste di incontro (poi non concretizzate) e due ulteriori risposte che comunicavano la non disponibilità a procedere.
L’episodio meteorologico molto localizzato verificatosi nella notte conferma ulteriormente quanto sia ormai indispensabile disporre di una rete di monitoraggio meteo capillare, in grado di analizzare gli eventi e collocarli sul territorio in modo ordinato e scientifico. Solo attraverso una raccolta dati strutturata e continua sarà possibile adottare, in tempi adeguati, misure coerenti con il nuovo contesto climatico che stiamo vivendo.È sufficiente osservare i pluviometri attualmente consultabili sul sito www.meteogruppo.it per comprendere quanto le precipitazioni risultino disomogenee e distribuite in modo irregolare anche su distanze molto ridotte.Si ha talvolta l’impressione che il tema meteorologico venga considerato quasi un argomento scomodo, da accantonare, salvo poi attribuire a eventi “inaspettati” la responsabilità dei danni subiti.
Eppure i segnali sono chiari da anni, evidenti e già manifestatisi più volte anche nel nostro territorio.
Se siete arrivati a leggere fino a questo punto desidero innanzitutto ringraziarvi. La giornata odierna proseguirà con condizioni generalmente soleggiate su tutto il territorio; nel pomeriggio forniremo un aggiornamento sull’evoluzione prevista fino a mercoledì.
Allego a questo post l’immagine satellitare delle ore 03:10, nella quale si osservano soltanto modeste formazioni nuvolose. È significativo notare come, appena sessanta minuti più tardi, una cella temporalesca fosse già sviluppata e attiva nel settore nord della nostra provincia.
Un esempio concreto della rapidità con cui possono formarsi fenomeni intensi in presenza delle condizioni favorevoli.Colgo inoltre l’occasione per ricordare la possibilità di destinare il 5 per mille all’associazione Meteogruppo APS, indicando il codice fiscale 92152830490.
Il vostro contributo è prezioso e ci permette di proseguire nelle attività di monitoraggio, divulgazione e servizio al territorio. Un sentito grazie a tutti anche per le condivisioni del post.
A più tardi.
Pubblicato il: 20/04/2026
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