Aggiornamento di Giovedì 3 Settembre Ore 14.30
Buongiorno a tutti,
questa mattina, nel presentare la nuova stazione meteo installata al Bagno Ippocampo, ho scritto che la prossima settimana potrebbe probabilmente mettere la parola fine a questa estate 2026, che ognuno, nei limiti del proprio vissuto, può definire come preferisce.
Ma andiamo con ordine.
Mancano ancora sei/sette giorni e, in meteorologia, sei/sette giorni possono equivalere a sei/sette anni luce.
Alcuni modelli di calcolo iniziano a intravedere uno scenario interessante: un nucleo di aria fredda, proveniente dalle alte latitudini groenlandesi a ridosso del Circolo Polare, attraverserebbe l'Atlantico per poi agganciarsi a una depressione vagante, interessando le Isole Britanniche e il nord della Francia.
Il passaggio sarebbe quindi lontano dalla nostra Penisola, ma potrebbe favorire la formazione di una saccatura fredda, con la possibilità che successivamente una goccia fredda riesca ad isolarsi.
Avete notato quanti condizionali ho utilizzato?
Non è un caso.
Stiamo parlando di qualcosa che, in questo momento, è ancora poco più di un'ipotesi modellistica e che, prima di arrivare eventualmente a interessare il nostro territorio, dovrebbe percorrere migliaia di chilometri, affrontare e superare una serie di passaggi atmosferici tutt'altro che scontati.
Come possiamo quindi conoscere oggi il risultato finale di una catena di eventi così lunga e complessa?
Semplice: non possiamo.
Ed è proprio per questo che, per ora, preferisco parlare delle certezze.
La domanda interessante è questa: che tipo di accoglienza stiamo preparando a quella eventuale saccatura fredda?
Beh, l'immagine allegata è piuttosto eloquente.
Una "calda" accoglienza.
E, meteorologicamente parlando, non è proprio una bella premessa.
Il mare che circonda la nostra regione presenta infatti temperature superficiali ampiamente superiori alla norma, soprattutto nel Mar Ligure, nel Mare di Corsica e nell'Alto Tirreno.
Questo non significa che sappiamo già cosa accadrà la prossima settimana, significa soltanto che, qualora quella saccatura riuscisse davvero a raggiungerci, troverebbe un Mediterraneo decisamente caldo ad accoglierla.
Per il momento, dunque, abbiamo fatto qualche congettura, di più non possiamo fare e forse è proprio questa la parte più affascinante della meteorologia: distinguere ciò che sappiamo da ciò che, semplicemente, immaginiamo possa accadere.
Intanto godiamoci il primo weekend meteorologicamente autunnale, che di autunnale avrà ben poco: cielo sereno o poco nuvoloso e temperature ancora di qualche grado superiori alla norma del periodo.
Per il resto, aspettiamo e restiamo aggiornati giorno dopo giorno.
Se quella saccatura vorrà davvero venire a trovarci, avremo modo di parlarne.
Buona giornata a tutti