Buongiorno a tutti e per favore fate molta attenzione a questo post e se potete condividete il più possibile. La situazione di oggi è quella classica in cui l’atmosfera sembra tranquilla, ma in realtà è già carica come una molla compressa e lo sappiamo da giorni, la Pianura Padana sta accumulando calore e umidità da tempo: mentre scrivo le temperature sono vicine ai 30 gradi, umidità che sfiora l’80%. Tutta questa energia rimane lì, intrappolata nei bassi strati, pronta a liberarsi appena arriva il minimo disturbo. Quel disturbo è il cavo d’onda che tra poche ore scavalcherà le Alpi, non si tratta di una irruzione gelida, ma è comunque aria più fredda in quota rispetto a quella che abbiamo sotto. Basta questo per aumentare il gradiente verticale e rendere la colonna instabile, quando l’aria calda e umida viene sollevata, condensa, libera calore latente e accelera ancora di più verso l’alto. È il meccanismo che trasforma l’energia potenziale accumulata nei giorni caldi in energia cinetica, elettrica e meccanica: temporali, fulmini, raffiche di vento. Lunedì sera abbiamo visto come una cella temporalesca può generarne un’altra, e poi un’altra ancora, come una catena di inneschi alimentati dagli outflow (vento freddo in uscita dal temporale). Oggi questo processo è ancora più probabile e intenso perché la massa d’aria al suolo è più calda, più umida e più instabile, se il cavo d’onda entrerà con la giusta inclinazione e i tempi giusti, la Pianura Padana sarà un enorme serbatoio che metterà a disposizione tanta energia. Le prime celle potrebbero nascere già nel primo pomeriggio e da lì in avanti la situazione può evolvere rapidamente. Il rischio maggiore non la pioggia, quanto il vento, con questa configurazione i downburst e i microburst sono molto probabili: colonne d’aria fredda che precipitano verso il suolo e si aprono come un’esplosione orizzontale (da qui il loro "impronunciabile" nome). Quando la linea temporalesca varcherà l’Appennino ligure, le raffiche in uscita accelereranno verso il mare aperto in tutte le direzioni di conseguenza anche verso la nostra costa. Non è affatto impossibile vedere punte oltre i 110–120 km/h tra tardo pomeriggio e sera, soprattutto tra Versilia e Livornese, con attenuazione progressiva verso sud, sono raffiche improvvise violente durano poco, ma bastano per provocare danni diffusi. La grandine è un rischio reale nelle prime fasi convettive, perché l’aria in quota sarà più fredda e gli updraft (corrente ascensionale all'interno del temporale) molto intensi, non è detto che colpisca ovunque, ma la possibilità c’è. Non è una previsione certa, ma è una previsione molto probabile, è una di quelle giornate in cui la prudenza non è allarmismo: è solo buon senso. Non possiamo spostare gli alberi, ma possiamo evitare di parcheggiare sotto di essi, possiamo mettere in sicurezza ciò che può volare via, possiamo seguire l’evoluzione in tempo reale. È la famosa “autoprotezione attiva”, che in Italia si conosce poco ma fa la differenza e questa volta è davvero necessaria. Se poi la dinamica non si concretizzerà, meglio così. Ma oggi la combinazione di caldo, umidità, aria più fredda in quota e forcing dinamico merita attenzione. L’atmosfera ha accumulato molta energia e sembra intenzionata a liberarla in modo violento non facciamoci trovare impreparati. Allego al post la carta di previsione delle raffiche di vento elaborata dal modello francese AROME, è evidente il macroburst in uscita dalle coste liguri con raffiche che potete valutare da soli con la legenda in fondo all'immagine. Ci aggiorniamo tra qualche ora e per favore condividete il più possibile i post di oggi, sono davvero importanti. Mi auguro che anche i canali ufficiali si muovano per tempo.